Export tricolore in crescita grazie all'ASEAN

04/05/2016

Dieci Paesi (Birmania, Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Singapore, Tailandia, Vietnam), 630 milioni di abitanti e 7ª economia mondiale e 4º esportatore. Tutto questo è l'Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN), un grande mercato di opportunità, crescita e sviluppo per le aziende del Made in Italy.

Dieci Paesi (Birmania, Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Singapore, Tailandia, Vietnam), 630 milioni di abitanti e 7ª economia mondiale e 4º esportatore. Tutto questo è l'Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN), un grande mercato di opportunità, crescita e sviluppo per le aziende del Made in Italy

"L'ASEAN è un protagonista indiscusso dell'economia globale. Basti pensare che i 10 paesi che ne fanno parte rappresentano nel complesso 630 milioni di abitanti, la 7ª economia su scala mondiale e il 4º esportatore globale". Queste le parole di Gianfelice Rocca, Presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, durante l'incontro L'accordo di libero scambio UE-Vietnam e le potenzialità dell'ASEAN: un'opportunità per le aziende italiane. "ASEAN – prosegue Rocca – costituisce un partner centrale della politica commerciale europea e di grande rilevanza per il nostro Paese, in termini di investimenti esteri, occupazione e interscambio commerciale, in crescita quest'ultimo del 45% rispetto al 2008 (14,7 miliardi nel 2015)".

L'appuntamento, svoltosi a Milano il 7 aprile, ha rappresentato un fondamentale momento di dialogo tra le imprese italiane e le intuizioni e i partner commerciali del sud est asiatico. Dal 2016 l'ASEAN è un mercato unico che, grazie alla recente sottoscrizione dell'accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e il Vietnam, potrebbe trasformarsi in un interlocutore di primo piano per l'export e la crescita internazionale delle imprese del Bel Paese. Tra il 2000 e il 2014 l'ASEAN ha triplicato il proprio PIL, con una crescita media annua del 7,4% e più che raddoppiato dal 2011 il proprio reddito pro-capite toccando oggi quasi 11.900 dollari.

L'ASEAN fu fondata l'8 agosto del 1967, per volontà dei ministri degli esteri di Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore e Tailandia che si incontrarono al Dipartimento degli Affari Esteri thailandese, a Bangkok, dove firmarono la dichiarazione dell'ASEAN, nota anche come Dichiarazione di Bangkok. I cinque ministri, considerati Padri Fondatori dell'Organizzazione, erano Adam Malik dell'Indonesia, Narciso R. Ramos delle Filippine, Tun Abdul Razak della Malesia, S. Rajaratnam di Singapore, e Thanat Khoman della Tailandia. I "padri fondatori" prevedevano che l'organizzazione avrebbe alla fine compreso tutte le nazioni del sud est asiatico. Nel gennaio del 1984 entrò il Sultanato del Brunei (sesto membro) ma ci vollero altri 11 anni prima che l'ASEAN si espandesse oltre i suoi sei membri centrali. Il Vietnam divenne il settimo membro nel 1995, Laos e Birmania si unirono due anni dopo e la Cambogia entrò il 30 aprile 1999, in seguito alla stabilizzazione del suo governo. Si completò così l'ASEAN-10, organizzazione di tutte le nazioni del sud est asiatico. Oggi le imprese italiane all'interno dei Paesi ASEAN sono circa 420, su circa 30mila aziende italiane all'estero, concentrate per un quarto a Singapore, seguito da Indonesia e Malesia. La Lombardia, prima tra le regioni italiane per numero di aziende presenti, registra un interscambio commerciale con i Paesi dell'ASEAN pari a 5,2 miliardi di euro nel 2015 (+61% rispetto al 2008). Un trend confermato anche per l'import pari a 3 miliardi (+78%) e per l'export pari a 2,2 miliardi (+42%).

"La forza lavoro competitiva, insieme alla crescente capacità produttiva e di consumo dei Paesi asiatici li rende un polo attrattivo per molte delle nostre imprese, che hanno saputo puntare sulla qualità dei processi e dei prodotti". Questo il commento di Michele Angelo Verna, Direttore Generale di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza. "Se è vero che le relazioni tra Italia e ASEAN sono in forte espansione – continua – basti pensare che l'1,9% dell'export lombardo è verso i Paesi asiatici; è altrettanto vero che c'è un potenziale inespresso. In questo quadro è fondamentale lo sviluppo di un'azione coordinata tra i diversi attori del Paese per rafforzare gli scambi commerciali. Vanno in questa direzione le missioni di Sistema, gli accordi di partenariato strategico come quello con l'Indonesia e il Vietnam, così come gli accordi nel campo della cooperazione culturale e scientifica per promuovere lo scambio di know-how".

A sottolineare le possibilità per le filiere produttive italiane ci pensa l'ex Presidente del Consiglio e attuale Presidente dell'Associazione Italia-ASEAN Enrico Letta quando dice: "l'Italia è il Paese europeo che, per le sue caratteristiche, può profittare più di tutti della grande opportunità rappresentata dall'accordo di libero scambio Vietnam-Unione Europea. Per cogliere queste opportunità bisogna, però, che l'accordo sia conosciuto e pubblicizzato nei suoi dettagli. L'incontro di Milano con Mauro Petriccione, che ha guidato il negoziato per parte europea, può dare una miniera di informazioni alle imprese italiane interessate". In occasione del convegno è infatti stata presentata l'Associazione Italia-ASEAN, che nasce proprio con l'obiettivo di rafforzare il dialogo, la conoscenza e gli scambi tra il nostro Paese e quelli dell'ASEAN attraverso eventi, convegni ed iniziative editoriali e di comunicazione. All'incontro sono intervenuti S.E. Cao Chinh Thien, Ambasciatore della Repubblica Socialista del Vietnam; Bui Vuong Anh, Consigliere Commerciale dell'Ambasciata della Repubblica Socialista del Vietnam; Raffaele Mauro Petriccione, Vice Direttore Generale, Direzione Generale per il Commercio, Commissione Europea, Bruxelles e negoziatore UE per l'Accordo di Libero Scambio.